Basilica de Finibus Terrae

basilica de finibus terrae

Abbiamo ampiamente parlato del promontorio di Leuca per il panorama meraviglioso che regala, per le vicine grotte carsiche e per il faro che irradia la sua luce fino a cinquanta chilometri dalle coste salentine. Ma qui sorge anche la Basilica “De Finibus Terrae”.

Il suo nome è legato storicamente a quello della città. Infatti, dopo che i greci avevano attribuito al territorio l’appellativo di Leucos (la bianca terra, per sottolineare che era sempre baciata dal sole), i romani vi diedero il nome di “De Finibus Terrae”, che sta a significare “Alla fine della terra”.

Seppur manchino documenti cartacei sulle origini di questa basilica, anni di studi hanno permesso di risalire orientativamente agli anni nei quali fu costruita, che arrivano alle origini del cristianesimo. In realtà, si trattava dapprima di un tempio pagano dedicato alla dea Minerva: qui oltre all’adorazione, si effettuavano sacrifici in suo nome. Questo fin quando, come tradizione vuole, a Leuca non arrivò l’apostolo Pietro, che proveniente dalla Palestina, sbarcò a Leuca prima di proseguire verso Roma. Fermatosi nella frazione salentina, riuscì a convertire gli abitanti al cristianesimo e il tempio pagano dedicato a Minerva, fu cristianizzato e dedicato al Salvatore. Solo successivamente, i Leuchesi, per devozione lo intitolarono a Santa Maria.

A testimoniare quello che la tradizione ha tramandato fino ai giorni nostri, sono le numerose lapidi e croci erette dall’apostolo Pietro durante i suoi viaggi, che venivano erette in ricordo di quel passaggio.
Purtroppo, la posizione geografica di Leuca, metteva in continuo pericolo la città, poiché glo sbarchi erano continui. Per questo motivo, per ben cinque volte la furia dei Turchi distrusse la Basilica, che ogni volta venne ricostruita seguendo lo stesso perimetro originario.

All’interno della Basilica, vi è il quadro della Madonna con il Bambino. La realizzazione del quadro originale fu attribuita a San Luca, commissionato proprio dai Leuchesi all’evangelista che si trovava a Malta a causa del suo Ministero. Il secondo quadro, fu quello realizzato dall’artista Giacomo Palma Senior, anche questo andato distrutto. Nel 1507, venne commissionato all’artista Giacomo Palma Junior un nuovo quadro, da realizzare secondo quanto era già stato fatto da San Luca. Purtroppo, anche questo terzo quadro finì nel fuoco ma quando le fiamme arrivarono a lambire i volti della madonna e del bambino, si spensero miracolosamente. Dunque, i volti della Madonna e del Bambino vennero recuperati e inseriti nel quadro che oggi tutti possiamo ammirare nella Basilica De Finibus Terrae.

La Basilica, oltre a godere oggi di una posizione veramente eccezionale, è assolutamente da visitare per goderne la bellezza delle opere al suo interno… ma non solo. Caratteristica della Basilica di Santa Maria di Leuca sono le vetriate istoriate, sostituite a quelle precedenti solamente un decennio fa. Le vetriate sono state offerte dai fedeli in suffragio dei loro cari che non c’erano più.

Vi accorgerete anche di quanto sia splendido il piazzale sul quale sorge la Basilica e che vi è tanto altro da vedere: la cascata monumentale, per esempio, inaugurata nel 1939 e che viene aperta solo per le occasioni particolari. Oppure, ricollegandoci al discorso delle croci erette dall’apostolo Pietro, ammirate pure la Croce Pietrina, situata sul viale che conduce alla Basilica, tra gli alberi della pineta. Tradizione e storia si mescolano, in questi luoghi dove la natura manifesta tutta la sua potenza.